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Al fine di limitare l’emissione in atmosfera dì polveri sottili, LA REGIONE LOMBARDIA ha così deliberato: LE MISURE PER L ‘INVERNO 2006-2007 SCHEDA LEGNA
Sarà necessario ammodernare i vecchi impianti (camini e stufe) utilizzati per ardere la legna per poterli mettere in funzione nel corso dell’inverno. Il provvedimento approvato dalla Giunta introduce infatti limitazioni all’uso di legna da ardere per il riscaldamento domestico degli edifici in camini e stufe di vecchio tipo — solo quando siano integrativi di impianti per riscaldamento a metano, gasolio, GPL o altri combustibili ammessi — dal 1° novembre 2006 a]. 31 marzo 2007 nei Comuni delle zone critiche e in quelli con altitudine uguale o inferiore a 300 m. In particolare, non sarà consentito
l’utilizzo delle biomasse legnose in questi impianti: camini aperti; camini chiusi, stufe e qualunque altro tipo di
apparecchio che non garantisca un rendimento energetico adeguato(>=63%) e basse emissioni di carbonio(<=O,5).
I valori sono normalmente precisati sul libretto di istruzioni; in mancanza del libretto sarà ritenuta valida la certificazione rilasciata dal venditore o dal costruttore. Sono esclusi dunque dal divieto gli impianti
con buon rendimento energetico e quelli di cottura (pizzerie comprese). La maggior parte degli impianti realizzati e messi in commercio prima del 1990 non sono in grado di rispettare i valori di rendimento energetico indicati nella delibera.
Riportiamo qui di seguito gli allegati alla normativa e le relative schede tecniche, di seguito elenchiamo i prodotti
con marchio commerciale Piazzetta e Superior,
certificati con rendimento > =63% e CO < 0,5.
ESTRATTO DELLA
DELIBERA:
ALLEGATO alla deliberazione n 3398 deI
27/10/2006 Allegato A
PROVVEDIMENTI RELATIVI AL
PERIODO DAL i NOVEMBRE 2006 AL 31 MARZO 2007
(...) 8)
Divieto di utilizzo di biomassa legnosa in apparecchi per il
riscaldamento domestico degli edifici, nel caso siano presenti altri
impianti per riscaldamento alimentati con altri combustibili ammessi.
81) Tale divieto si applica alla Zona Critica Unica di
Milano-Como-Sempione, alla Zona Sovracomunale di Bergamo,
all’Agglomerato Sovraco.munale di Brescia e ai Comuni capoluogo di
Provincia che abbiano aderito al Piano d’Azione, nonché ad
altre e/o diverse zone del territorio regionale qualora la Regione
Lombardia, in attuazione del decreto legislativo 351/99, proceda ad
una nuova zonizzazione del proprio territorio.
11) divieto si
applica altresì a tutti i Comuni del territorio lombardo la
cui quota altimetrica, così come definita da ISTAT, risulti
uguale o inferiore a 300 (trecento) m s.Lm., in considerazione delle
modalità medie di dispersione degli inquinanti in atmosfera. Nel caso di Comuni non appartenenti alla Zona Critica Unica di
Milano-ComoSempione, alla Zona Sovracomunale di Bergamo, all’
Agglomerato Sovracomunale di Brescia e che non abbiano aderito al
Piano d’Azione, i cui territori siano posti a diverse altitudini
rispetto alla quota altimetrica di riferimento indicata da ISTAI per
quei Comuni, i Sindaci dovranno individuare con proprio atto le zone
situate al di sotto o al di sopra della suddetta quota di 300
(trecento) m s.l.nt; sarà ritenuta rispondente a tutto il
territorio comunale la quota altimetrica di riferimento dei Comune
che non abbia adottato l’atto sopra indicato.
82) Nelle zone
definite al punto 8.1), nel caso siano presenti altri impianti
alimentati con ulteriori combustibili ammessi, non è
consentito, per il riscaldamento domestico, l’uso di biomassa
legnosa, come definita nella norma UNI CEN/TS 14588, nei seguenti
apparecchi:
a) camini aperti;
b) camini chiusi, stufe e
qualunque altro tipo dì apparecchio domestico alimentato a
biomassa legnosa, acquistati precedentemente al 1990. laddove non sia
dimostrato che tali apparecchi posseggono i requisiti specificati
alla seguente lettera e);
e) camini chiusi, stufe e qualunque
altro tipo di apparecchio domestico alimentato a biomassa legnosa.
acquistati successivamente al 1990, che non garantiscano un
rendimento energetico r 63% e basse emissioni di carbonio (CO).
Il
valore di rendimento energetico posseduto dall’apparecchio è
di norma precisato sul libretto di istruzioni dell’apparecchio
stesso fornito dal enditore in mancanzadi
questo, sarà ritenuta valida la certificazione rilasciata dal
venditore o dalla casa costruttrice, suscettibile di verifica.
La
data di acquisto dell’apparecchio è attestata dal relativo
documento fiscale; in mancanza di questo, sarà ritenuta valida
l’amocertificazioni resa dal proprietario dell’edificio in cui è
installato l’apparecchio.
Per facilitare l’identificazione
dei requisiti tecnici che devono essere posseduti dall’apparecchio,
la Direzione Generale Qualità dell’Ambiente di Regione
Lombardia collaborerà con le associazioni di categoria e con i
produttori di apparecchi ad esse associati alla redazione di appositi
elenchi di carattere orientativo, comprendenti i prodotti immessi sul
mercato dal 1990 a tutt’oggi, nonché la specificazione del
valore dì rendimento energetico dei prodotti stessi. I
suddetti elenchi verranno pubblicati sul sito istituzionale di
Regione Lombardia entro 10 giorni dalla data di pubblicazione del
presente provvedimento.
La Scheda Tecnica di seguito riportata,
annessa al presente Allegato A. contiene consigli per l’utilizzo
della bioinassa legnosa nelle abitazioni e stabilisce il valore
limite dì emissione relativamente al carbonio (CO).
il) In
caso di violazione delle disposizioni contenute nella presente
deliberazione, relative all’impiego di biomassa legnosa in
apparecchi per ìl riscaldamento domestico, si applicheranno le
sanzioni previste dalla vigente normativa regionale.
SCHEDA
TECNICA (integrante Allegato A)
CONSIGLI PER L’UTILIZZO
DI BIOMASSA LEGNOSA NELLE ABITAZIONI
Caminetti e stufe
alimentati a biomassa legnosa rappresentano un’interessante fonte
di energia alternativa se utilizzati in modo corretto. Diversamente
il loro utilizzo produce. oltre ad un aumento dei consumi di
combustibile, anche il peggioramento delle emissioni in atmosfera
così come accade per tutti i combustibili impiegati in modo
improprio.
Si riportano di seguito le raccomandazioni per un
corretto uso di impianti e di combustibili.
Tipo di impianto
1.
Usare un impianto efficiente e ben tenuto
2. Se possibile
sostituire un impianto esistente con uno di nuova concezione:
rivolgersi ad aziende del settore in grado di offrire prodotti di
qualità certificata.
3. Tenere pulita la canna fumaria che
deve essere libera da fuliggine, ostacoli no.n visibili come per
esempio nidi di uccelli o calabroni, uccelli morti, etc.
4.
Migliorare il tiraggio se la casa è molto isolata
termicamente, prevedendo una presa d’aria con apertura diretta
sull’esterno e collocata in basso nei locale dove è presente
il caminetto, da tenere sempre aperta durante il funzionamento. Per
verificare se ii camino tira o no, si può provare ad
avvicinare la fiamma di un accendino: se la fiamma non viene
risucchiata all’interno della cappa vuoi dire che il tiraggio è
insufficiente.
Tipo di biomassa legnosa
1. Bruciare legna
secca stagìonata (con tenore di umidità uguale o
inferiore a 40%). Il legno secco si accende e brucia facilmente
mentre all’aumentare del tenore di umidità aumenta la
difficoltà di accensione.
2. Brucìare legna di
dimensioni adeguate, evitando pezzi lunghi più di 40 cm e
larghi più di 15 cm. Pezzi più piccoli permettono un
migliore stoceaggio della legna prima dell’uso e generalmente
bruciano meglio.
3. Se si usa pellets (combustibile con
caratteristiche tali da garantire una maggiore efficienza del
processo di combustione rispetto ad altri combustibili legnosi),
questo deve essere di buona qualità, prodotto da legno non
trattato. Se si acquista pellets confezionato è importante che
all’interno dei sacchi non vi sia molto legno in polvere. E da
preferire il peilets per il quale il produttore è in grado di
dichiarare la conformità alle norme tecniche dì
qualìtà.
4. Non bisogna utilizzare legna trattata,
legname scarto proveniente dalla demolizione e dalla ristrutturazione
degli edifici, quello costituito da ìmballaggi (bancali) o
mobili di legno usati, la formica, il compensato anche frammisti con
altra legna da ardere.
5. Non bisogna utilizzare il legno
impregnato, verniciato o trattato, anche se solo frammisto con altra
legna da ardere. La combustione di questo legno può liberare
sostanze tossiche ed il suo utilizzo è consentito solo in
impianti di combustione attrezzati per controllare gli inquinanti che
si generano.
6. Non bisogna bruciare carta plastificata, sostanze
artificiali di qualsiasi tipo, confezioni o contenitori (tetrapak).
Chi brucia questi materiali produce gas nocivi e polveri e, allo
stesso tempo, danneggia l’impianto.
7. Per accendere la fiamma
utilizzare la giusta quantità di legna finemente spaccata e
molto secca o carta di giornale (non utilizzare carta patinata, di
riviste o settimanali).
8. Scegliere il rivenditore più
affidabile, cui rivolgere le migliori raccomandazioni. Chiedere di
poter visitare l’area magazzino per ispezionare la legna e per
stimare, con un campione, la lunghezza del pezzi e la dimensione
della catasta. Cercare legna pulita. Sabbia e fango sulla legna la
rendono meno conveniente.
9. Quando si compra legna verde, umida
o bagnata, si sta pagando anche l’acqua in questa presente. E buona
norma dunque acquistare la legna durante il periodo estivo
(giugno-luglio) poiché essendo il taglio dei boschi eseguito
prevalentemente in autunno, si può essere sicuri che questa
sia stagionata da circa un anno.
10. È importante
accatastare la legna acquistata in un luogo protetto in modo tale che
possa continuare il processo di stagionatura.
Controllo del/a
combustione
1. Il fumo deve essere quasi invisibile (la
fuorìuseita di fumo denso dal camino. di colore dal giallo al
grigio scuro, determina maggiore inquinamento).
2. La fiamma blu
o rosso chiaro indica una buona combustione (fiamme rosse o rosso
scuro significano cattiva combustione).
3. La cenere deve essere
grigio chiaro o bianca (cenere scura e pesante e testa del camino
sporca di nero indicano una cattiva combustione).
4. Non devono
essere avvertiti odori (la presenza di odori implica che si stanno
formando e quindi respirando sostanze nocìve).
5.Devono prodursi poca fuliggine nei camini e basso consumo di
combustibile (la presenza di molta fuliggine indica che c’è
anche un elevato consumo di combustibile).
6. Lasciare sempre il
controllo dell’aria completamente aperto finché nella camera
di combustione c’è fiamma viva o se la camera stessa è
ancora ben riscaldata. Non spegnere il controllo deil*aria per tutto
il tempo in cui il fuoco langue. La legna dovrebbe bruciare con
fiamma gialla finché non è ridotta a carbonella. Se il
fuoco langue, spaccare il legno in pezzi più piccoli e usare
più di un pezzo per ciascun carico.
Limite di emissione
per il carbonio (CO) Per i camini chiusi, le stufe e qualunque
altro tipo di apparecchio domestico alimentato a biomassa
legnosa. acquistati successivamente ai 1990, come individuati alla
lettera c) del punto B2) del presente Allegato A, il valore di
emissione di carbonio (CO) deve intendersi < o = 0.5 % in
riferimento ad un tenore di ossigeno (02) del 13%.
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